| Morti Bianche: Una sciagura senza fine |
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| giovedė 31 luglio 2008 | |
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La strenua ed incessante lotta contro le morti bianche, perseguita dalle istituzioni, dai sindacati e dalle associazioni di categoria assurge a livelli di attenzione incontrovertibili allorquando si verificano delle tragedie immani come quella della ThyssenKrupp, di Molfetta, di Mineo, di Milano, ecc…ma lentamente l’attenzione comincia a scemare, spesso per colpa dei media, ma soprattutto degli addetti ai lavori che, presi dalla routine quotidiana, forse dimenticano i tanti operai che ogni giorno trovano la morte nelle fabbriche e nei cantieri. Le cifre del 2008 sono impressionanti: 123 le morti bianche, oltre tremila gli invalidi, migliaia gli infortunati. Nell’anno appena trascorso si sono registrati oltre 1.250 morti, in italia, circa 4,5 al giorno. Un vero bollettino di guerra con un numero di vittime superiore a quello prodotto in quattro anni di occupazione militare in IRAQ. L’unica differenza sta nel fatto che non si tratta di una guerra per il petrolio ma della dura lotta quotidiana per la dignità e per la sopravvivenza. Il Parlamento recentemente ha approvato il Decreto n.81/08 di attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. Non c’è dubbio, che uno dei punti maggiormente qualificanti è rappresentato dalla razionalizzazione ed il coordinamento degli interventi ispettivi. Si tratta di rendere maggiormente efficace la vigilanza, al fine di evitare che vi siano sovrapposizioni e duplicazioni tra i soggetti, a ciò, istituzionalmente deputati e consentire a ciascuno di essi di operare al meglio. Il nuovo testo unico consentirà poi la ridefinizione dei requisiti e delle funzioni di tutti i soggetti del sistema della salute e sicurezza in azienda. Viene valorizzato il ruolo della bilateralità, anche quale necessario supporto ai datori di lavoro per l’adempimento degli obblighi di sicurezza e per il miglioramento delle tutele negli ambienti di lavoro. Verrà inoltre riformulato l’attuale complesso apparato sanzionatorio, con l’obiettivo di assicurare una migliore corrispondenza tra infrazioni e sanzioni, tenendo conto dei compiti effettivamente svolti da ciascun soggetto ed utilizzando procedure che favoriscano la regolarizzazione del soggetto inadempiente. Un ruolo fondamentale è affidato alla formazione, intesa come essenziale strumento di prevenzione e tutela. Sarà previsto l’inserimento della materia della salute e sicurezza sul lavoro nei programmi scolastici ed universitari e nei percorsi di formazione, finalizzata alla sensibilizzazione e all’informazione dei giovani. Considero, infine, come caratterizzante la previsione della rivisitazione della normativa sugli appalti, con particolare attenzione ai subappalti e al miglioramento delle regole che disciplinano il coordinamento degli interventi di prevenzione dei rischi. In particolare saranno previsti strumenti in grado di valutare l’idoneità delle aziende che lavorino negli appalti utilizzando come parametro il rispetto delle norme di salute e sicurezza sul lavoro, considerato vincolante anche per l’accesso ad agevolazioni, finanziamenti e contributi a carico della finanza pubblica di cui usufruiranno quindi solo le aziende considerate “virtuose”, in una logica premiale. In sintesi, le parole chiave del nuovo “Testo Unico” sono: riordino, innovazione, coordinamento, semplificazione, il tutto finalizzato ad una maggiore prevenzione, a controlli più efficaci, oltreché alla diffusione di una cultura della sicurezza. Tutti noi addetti ai lavori ci auguriamo che questa volta ci sia veramente un’inversione di tendenza di un fenomeno così raccapricciante quale quello delle morti bianche. Ancora una doverosa segnalazione circa un aspetto delle morti bianche che non ritengo sia proprio equo e mi riferisco ai casi di persone non sposate il cui decesso sul luogo di lavoro non da luogo alla reversibilità della rendita INAIL a favore dei familiari, salvo nel caso in cui i genitori siano a carico o i fratelli siano a carico e conviventi e comunque nella misura del 20% della rendita costituita. E’ di qualche mese fa la triste vicenda di un ragazzo giovanissimo, celibe, che è deceduto in un oleificio di Marcianise senza che i superstiti (in questo caso i genitori) abbiano ricevuto alcunché dall’INAIL. Ripeto, ciò non mi sembra né equo né giusto, pur se la legge prevede questo tipo di trattamento, perché la perdita di una vita umana dovrebbe, necessariamente, prevedere una qualche forma risarcitoria nei confronti dei suoi cari, se non altro per mitigare, seppure in minima misura, il grande dolore che hanno dovuto sopportare per una tragica fatalità, ma soprattutto per riconoscere dignità a tanti giovani lavoratori che perdono inconsapevolmente la propria vita per il progresso sociale. Saverio Cantile Presidente Provinciale di Caserta
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